BAmbininonsiviziano

I bambini non si viziano!

Il titolo promette bene vero? Probabilmente scateneremo l’ira di qualche mamma/suocera/zia ma l’argomento  ci interessa particolarmente, soprattutto quando a chiarirci le idee è un’ostetrica che di questo si occupa da diverso tempo.

E quindi oggi vogliamo ringraziare la D.ssa Catiuscia De Renzis per questa sua “testimonianza”!

Leggete qui mamme, ne abbiamo le prove! :-)

“Finalmente è accertato! Coccolare i propri figli, essere delle mamme ad alto contatto o semplicemente avere il piacere di tenerli sempre in braccio non trasformerà i vostri cuccioli in dei mostri appiccicosi, scontrosi, asociali e viziati.

Uno studio pubblicato sul Journal Epidemiology and Community Heal ha fatto il punto sull’importanza dell’affetto materno nei primi mesi di vita di un bambino.

Secondo tale studio tante coccole rendono i bimbi meno stressati.

Lo studio risale agli anni 70 e prendeva in considerazione 482 mamme con bimbi intorno agli 8 mesi residenti in North Carolina. Di queste mamme il 5% era super affettuosa, l’85% normale ed il 10% meno espansiva.

Lo studio è continuato per oltre 30 anni ed ha messo in evidenza come i figli delle mamme più coccolone siano risultati più sereni, meno stressati e più integrati rispetto ai figli delle mamme appartenenti alle altre categorie!

Questo studio, unico nel suo genere, dimostra come ogni bimbo costruisce la propria identità futura attraverso il rapporto con la propria mamma e quindi di quanto sia fondamentale il rapporto che si instaura tra loro nei primi mesi di vita.

In un altro studio tedesco del The Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Leipzig ci si è invece concentrati sulla risposta a diversi stimoli tattili sulla pelle del neonato. I bimbi erano tenuti sulle gambe dei genitori e venivano sfiorati in vari modi su un braccio e durante l’esperimento venivano tenuti sotto controllo le variazioni dell’espressione del viso, dei movimenti e della frequenza cardiaca.

I bimbi sono risultati sensibili agli stimoli tattili gentili. In seguito a questi stimoli il loro battito cardiaco rallentava e la cosa curiosa è che lo stesso accadeva anche ai genitori come fosse una dote innata ed ereditaria.

Questa reazione sembra essere giustificata dal fatto che i recettori del tatto sono i primi ad entrare in attività, già dalle prime settimane dopo il concepimento e durante tutta la gravidanza vengono sollecitati dal liquido amniotico come responsabile di leggeri sfioramenti. Ad ogni movimento materno il liquido amniotico infatti accarezza il bimbo mantenendo i recettori attivi.

Questo è anche alla base del perché la prima forma di comunicazione tra mamma e bambino si esplica nel contatto pelle a pelle. Questo contatto riporta il bimbo alla tranquillità e sicurezza della vita intrauterina.

Per un neonato quindi essere toccato è fonte di benessere e rilassamento.

Non a caso nelle terapie intensive neonatali s’incentiva un contatto continuo tra genitori e prematuri.

La condizione di benessere induce il sistema nervoso del neonato a produrre endorfine e questi ormoni a loro volta inducono rilassamento e quindi un riposo migliore. Lo stato di benessere, inoltre, incrementa le difese immunitarie, facilita e anticipa lo sviluppo cognitivo e induce una maggior tolleranza nei confronti dello stress come quello generato dalle famose coliche gassose, per le quali non a caso la migliore cura è passeggiare con loro in braccio.

Mamma e bambino quindi dialogano attraverso le carezze, ma anche attraverso sguardi e parole dolci.

Il bimbo impara ad associare il piacere delle sensazioni tattili con il significato dolce delle parole favorendo un completo e profondo sviluppo affettivo.

Alla luce di questo ci sono momenti della giornata che acquisiscono una valenza di crescita unico come il momento del bagnetto, del baby massage, delle ninne insieme o semplicemente della pappa al seno.

Quindi le coccole non sono un vezzo, ma un bisogno vitale da soddisfare come la fame o la necessità di essere cambiati.

Con la nascita il neonato vive il suo primo trauma da separazione: si ritrova solo in un mondo che non conosce e fa paura, solo nelle carezze, nelle coccole e nel calore di un abbraccio trova conforto e sicurezza.

Il contatto costituisce un riparo affettivo che instilla la consapevolezza di non essere solo.

Un bimbo che fa scorta di coccole sarà un bimbo capace di crescere in perfetta autonomia, in grado di tollerare anche i momenti di distanza della mamma.

Quindi più i bimbi sono piccoli più vanno coccolati, ricordando però che le coccole non vanno imposte: se il bimbo in quel momento non mostra di gradirle, non insistete!

In definitiva i bimbi più coccolati sono bimbi che, contrariamente a quello che si pensa, crescono più sicuri di loro stessi e più consapevoli dell’appoggio dei propri cari.

Per questo si mostreranno più curiosi ed aperti nei confronti del mondo, pronti a sperimentare e ad allontanarsi dal nido perché certi di essere nuovamente e amorevolmente accolti al loro ritorno.

So di dare un duro colpo a cuore di tante nonne ( mamme o suocere che siano) per le quali i bimbi devono imparare ad addormentarsi da soli, devono piangere un po’ prima di essere presi in braccio e soprattutto non devono sempre stare attaccati al seno pena il rischio di crescere dei “mammoni” … beh care Signore basta frequentare un po’ di adolescenti per rendersi conto che nessuno di quei neonati adoranti e stra coccolati continua a prendere il seno o a vivere attaccato alla gonna di mamma, ma anzi, spesso , specie se in compagnia di amici, fingono proprio di non conoscere quella tipa che li aspetta davanti alla scuola!

I neonati sono così piccoli per così poco tempo perché non goderceli? E poi … siete sicure che quando sono in braccio vengono coccolati e non che siano loro in realtà a coccolare chi li culla?

Nel dubbio: coccoliamoli coccolandoci!”

Dott. Ost. Catiuscia De Renzis

Valentina

Valentina

Mamma di due piccole "scugnizze", iperattiva e pigra, disordinata dentro e fuori, folle e assolutamente ottimista, insomma semplicemente scorpione!