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L’evoluzione della specie dai risvolti tragicomici!

Diffidate delle domande apparentemente semplici dei vostri pargoli perché dietro, al 90% dei casi, si nasconde un’insidia. Evitate di pensare con un sorrisetto trionfante a mezza bocca “stavolta me la cavo” perché non sarà così e sicuramente nel giro di pochi minuti quel sorrisetto vi si ritorcerà contro. Non c’è battaglia: i nostri figli appartengono ad una generazione high profile.

Loro figli naturali di internet e del touch screen, noi figli illegittimi della nuova era.

Avevo da qualche giorno superato, con performance  appena sufficienti, una raffica di domande del tipo “Le meduse come si riproducono?”, “Cosa sono i raggi ultravioletti” (pubblicità ti odio!), “Perché l’acqua del mare è salata?”, ma sapevo di non poter dormire sonni tranquilli.

E infatti oggi le mie due donne di 6 e 4 anni dall’alto dei loro seggiolini, mentre le scarrozzavo in macchina a destra e sinistra, tra un gelato e un tuffo a mare, tanto hanno chiesto e tanto hanno fatto da portarmi su un terreno tortuosissimo: quello della teoria di Darwin. Con relative conseguenze.

Ecco come è andata.

Comincia la junior: “Mamma tutti gli animali camminano appena nati?”

“Sì amore, quasi tutti”

“Mamma, sei proprio sicura?” interviene la senior che sospetta di tutte le spiegazioni se a darle non è la sua maestra ”te lo chiedo perché anche noi uomini apparteniamo al mondo animale ma camminiamo a 1 anno circa”.

Mi trovi preparata sull’argomento, stavolta ti frego! “Sì, infatti anche i bambini appena nati hanno l’istinto della marcia: si chiama riflesso arcaico”. E azzardo: “Piano piano, nell’evoluzione dalla scimmia all’uomo la necessità di camminare immediatamente, per sottrarsi ai predatori, è venuta meno e oggi è appunto solo un riflesso”. (Anche se nei secondogeniti sono sicura che studi approfonditi dimostrerebbero che questa necessità esiste ancora: basterebbe osservare lo sguardo con cui i fratelli maggiori si avvicinano alla culla del fratellino appena nato…)

Il terzo grado sta prendendo una strada che non mi piace. Me ne accorgo intercettando dallo specchietto retrovisore lo sguardo d’intesa che si scambiano quelle due: un misto di sadismo e complicità, la certezza di avere la vittoria in mano.

“Che vuol dire evoluzione, mamma?”

“Vuol dire che in una certa epoca molto lontana le scimmie piano piano sono diventate uomini, imparando a camminare, a costruire e ad utilizzare il fuoco”.

“Nonno era una scimmia?” interviene la piccola.

“No amore, è successo molto molto tempo prima, ai nonni dei nonni dei nonni dei nonni..”

”Hai una foto?” continua.

“No amore, è successo tanto, tantissimo tempo fa”

“Allora cercalo su google, no?”

Ecco, qui devo prestare molta attenzione perché un conto è spiegare la teoria di Darwin, un altro è spiegare che INTERNET NON ESISTEVA: per questo no, non penso siano pronte, rischierei di traumatizzarle.

Tento una virata e la butto sul semplice: “Nell’evoluzione, per esempio, gli uomini hanno perso la peluria che caratterizza le scimmie”

“Quel signore oggi al mare quindi non ha completato il passaggio, mamma?”

Mi arrendo, hanno vinto!

E’ luglio, ci sono 40 gradi all’ombra ma ho l’impressione che non sto sudando per questo!

Carla

Carla

Carla, mamma di due bimbe, motto preferito "l'acqua mi bagna e il vento mi asciuga", talmente siciliana da sembrare la versione femminile di Ficarra e Picone.