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L’ora dei mostri

La  leggenda metropolitana delle coliche!

Arriva la sera, finalmente la giornata volge al termine, i ritmi rallentano, l’imbrunire fa venire voglia di relax, i papà stanno per rientrare a casa, le mamme sperano finalmente di poter fare una doccia e dedicare una mezz’ora a sé stesse prima di cenare e finalmente, dopo l’ultima poppata, dormire qualche ora… invece … ecco che puntuale alla solita ora … urla, strilli, un pianto inconsolabile, ansia e senso di impotenza.

Lo so! Qualcuno di voi avrà già sentenziato alzando gli occhi al cielo: “le coliche!!!”

Eppure solo l’1% dei neonati soffre davvero di coliche, allora?

Oggi all’80% dei genitori che si rivolge al pediatra perché il proprio bimbo verso sera piange disperatamente senza che niente sembri dargli sollievo, si parla di “coliche gassose del neonato” e a volte si prescrivono addirittura farmaci.

Tuttavia questa è una convinzione del tutto occidentale. Eh sì! In Africa per esempio nessuno parla di coliche, in generale nei paesi dove non ci si pone il problema di viziare i propri figli, ma dove tenerli in braccio, in fascia o comunque strettamente a contatto con il corpo materno è una consuetudine, semplicemente le coliche non esistono.

In genere l’idea che tutto sia dovuto ad aria nella pancia viene rafforzata dal fatto che durante queste crisi inconsolabili i bimbi stringono i pugni, si contorcono, muovono le gambe in maniera convulsa, proprio come facciamo noi quando abbiamo una colica addominale, ma i neonati non sono come gli adulti, non hanno movimenti coordinati, non sanno grattarsi un occhio o un orecchio, al massimo riescono a darsi un pugno e quindi quando piangono la loro reazione è totale, piangere è il solo mezzo di comunicazione che conoscono e lo usano mettendo in gioco tutti i loro muscoli, insomma piangono con tutto il corpo.

Infatti il sistema nervoso centrale è completo, ma quello periferico non ancora, quindi i movimenti di coordinazione sono ancora un miraggio lontano.

Ma il problema è un altro!

Pensate che per nove mesi i neonati nella pancia sono stati protetti, alla giusta temperatura, al buio e abbracciati dalle pareti uterini che in qualche modo li hanno “contenuti”, la nascita arriva e costituisce un trauma: l’aria, la luce, il freddo, i polmoni che iniziano a respirare, l’intestino che inizia a muoversi, la possibilità di allungare le braccia e non incontrare “limiti”, il non rumore continuo del cuore di mamma, del suo respiro, della sua voce sommessa,tutto questo  crea destabilizzazione, paura, incertezza e senso di abbandono.

Non dimenticate che in occidente siamo i sostenitori del pensiero che i bimbi devono essere indipendenti, che devono crescere da soli, abituarsi al lettino,  addormentarsi da soli, altrimenti si viziano.

Anche allattare al seno deve essere regolato ad orario e in caso di coliche poi, si consiglia di non allattare più spesso delle tre ore canoniche per evitare che la pancia si riempia troppo e la digestione rallenti e le coliche aumentino, già, ma i neonati non ciucciano solo per mangiare, lo fanno anche per consolazione, per conforto, per allontanare lo stress e questo tipo di suzione “non nutriente” ha il merito di attivare la peristalsi intestinale.

Quindi semmai concedere di ciucciare al seno un po’ più frequentemente  avrebbe un duplice effetto di nutrire e calmare il bimbo e di conseguenza di concedere serenità ai genitori.

Alla nascita all’improvviso tutto è sconosciuto, i neonati si sentono smarriti, soli, senza protezione, affaticati tra il ciucciare ed il cercare di farsi capire da mamma e papà, spesso accumulano tensione che sul finire della giornata non controllano più e sfogano il proprio malessere piangendo come meglio sanno fare: con tutto il corpo e tutta l’anima!

Non a caso i più sfortunati sono i primogeniti maschi che magari hanno avuto un parto difficile, con qualche complicazione o qualche trauma e che quindi mostrano qualche difficoltà in più ad adattarsi alla vita extrauterina.

Certo piangendo espellono aria, a volte anche qualcosa di più, ma di per sé il tubo digerente contiene sempre aria, il suo passaggio non crea fastidi a meno che la mucosa intestinale non sia infiammata, cosa che in un bimbo è piuttosto rara.

Addirittura ci sono pediatri che consigliano alle mamme di cambiare la propria alimentazione e mamme che non si concedono uno strappo alla dieta per il terrore delle coliche, tutto inutile, non c’è correlazione tra le due cose altrimenti le coliche dovrebbero insorgere in qualunque momento della giornata e non necessariamente solo di sera!

La principale e migliore cura , come accade anche per noi, è il riuscire a rilassarsi e a scaricarsi, quindi mamma e papà devono smettere di sentirsi inadeguati, ansiosi e preoccupati, ma dovrebbero fare un lungo respiro e prendere in braccio i marmocchietti urlanti coccolandoli, parlando loro, rassicurandoli, facendogli capire che tutto è a posto, che non hanno più bisogno del loro monolocale uterino, perché adesso ci sono mamma e papà a proteggerli e ad ascoltarli.

Riducete gli stimoli, abbassate le luci, canticchiate una musichetta magari, e passeggiate con i vostri bimbi avvolti in una coperta, offrite il seno se sembrano desiderare una ciucciatina extra e magari provate a tenerli in fascia durante il giorno.

Così facendo magari lo stress accumulato a fine giornata sarà meno intenso.

 

Catiuscia De Renzis

Catiuscia De Renzis

Sono Catiuscia e sono un'ostretica, dal latino "ob stare" cioè "stare davanti", occhi negli occhi, come fanno le amiche quando si confidano i segreti. Sono una donna per le donne innamorata del mio lavoro e consapevole di avere un posto in prima fila per lo spettacolo della vita...tra magia, sogno e realtà!